| Codice della Cucina Italiana, n°48, anno V, aprile 1992 DALLA VALTELLINA: SASSELLA ROCCE ROSSE |
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| In Valtellina talvolta i vigneti
superano gli 800 metri, ma non producono vinelli asprigni da bere entro
un anno dalla vendemmia, come spesso accade con l'aumentare dell'altitudine. Vini come il Sassella sono di gran corpo e meritano un lungo invecchiamento. La conformazione della valle, infatti, che vede i vigneti estendersi
sui versanti meglio esposti, e che protegge gli stessi dai venti del
nord, contribuisce alla formazione di un microclima particolare. Il
Sassella, come gli altri grandi rossi valtellinesi, viene vinificato
prevalentemente con uva Chiavennasca: si tratta dei vitigno Nebbiolo
portato in Valtellina in epoca napoleonica. Il Rocce Rosse, affinato
in botti di castagne, presenta un colore rosso rubino tendente al granata,
sapore asciutto, leggermente tannico, austero, vellutato, con profumo
che ricorda il lampone. Si serve a 18-20°C, con i più importanti
piatti di selvaggina, e con i brasati di carni rosse. |