| Ar.Pe.Pe. sta per Arturo
Pelizzatti Perego. Fino alla sua scomparsa, questo vignaiolo d’eccezione
ha strappato ai pendii della valle lombarda vini dall’eleganza
di una filigrana. La famiglia prosegue con il suo lavoro.
Al nostro ingresso nella casa della famiglia Pelizzatti, un frammento
di pietra si stacca dalla scala e rotola giù per i gradini fino
in soggiorno “Va bene, Arturo” dice Giovanna “lo sappiamo
che ci sei!” Le spoglie mortali di Arturo se ne sono andate nel
2004 , ma per la sua vitalissima moglie e per i figli lui non ha mai
smesso di esserci. Arturo Pelizzatti Perego è stato un grande
combattente e vignaiolo in Valtellina, quella valle nel nord della Lombardia,
che il mondo vinicolo o ha dimenticato, oppure non ha mai conosciuto.
Il più recente periodo di fioritura del vino di Valtellina risale
a circa 40 anni fa. A quei tempi godeva del credito di un Barolo. Entrambi
i vini vengono prodotti da uve Nebbiolo, ma sui terrazzamenti rocciosi
e soleggiati di questa valle alpina ai confini con la Svizzera il vino
assume un’impronta più delicata che non in Piemonte. Chiavennasca,
ovvero “più vinoso” viene chiamato qui. La fama del
Valtellina se la sono giocata negli anni ’70 alcune grandi cantine,
con i loro prodotti di massa. I consumatori si rivolsero di preferenza
a regioni vinicole dalle grandi aspirazioni, come la Toscana. Il Nebbiolo
rimane però l’unico vitigno italiano che con l’età
guadagna in grandezza e raffinatezza, senza perdere in freschezza e
levità. Esso dura finché il tempo non ne leviga via il
tannino, soprattutto quando, come Arturo, si punta sull’invecchiamento
tradizionale in grandi botti di castagno e rovere, per liberare l’autenticità
del vitigno e del territorio. Tutti i vini usciti fino ad oggi dalla
cantina tra le rocce portano ancora la sua firma. Il Sassella Riserva
Rocce Rosse 1999 non sarà in commercio prima del 2010. Dentro
di noi sentiamo le parole di Arturo “Un Valtellina Riserva comincia
a svelarsi solo dopo dieci anni”.
In un modo o nell’altro, Arturo è sempre presente. Isabella,
la sua primogenita, ha fatto partire la registrazione di un’intervista
televisiva del 2001. “In modo che lo possa vedere anche tu”
dice questa 38enne, che dopo gli studi in tecnologie e scienze alimentari,
nonché un master in enologia, ha lavorato al fianco del padre.
Arturo sostiene che i suoi vini ricercano la competizione internazionale,
visto che il mercato italiano è soggiogato dalle mode. “Papà
ha resistito, e ha aspettato sei anni di maturazione prima di presentare
la prima bottiglia del suo nuovo inizio. Immaginati un po’, sei
anni senza vendere una bottiglia!” inizia, un po’ entusiasta
e un po’ commossa, a raccontare la vita di Arturo, mentre stappa
un Valtellina 1957 proveniente dalla zona Grumello. “Quando nel
1973 morì il nonno, le tre sorelle vollero essere liquidate.
Mio padre fu costretto a vendere a degli investitori svizzeri la cantina
ed anche il nome, con i quali la nostra famiglia produceva ininterrottamente
dal 1860 vini molto apprezzati” Isabella si interrompe, mette
un po’ di ovatta in un colino e fa passare il vino, prodotto dal
nonno, attraverso questo letto di ovatta, per trattenere un poco di
deposito. “Peccato che tutto il 1942 lo abbiamo bevuto nel 2002,
per il sessantesimo compleanno di papà” mormora. Dal vino
si alzano profumi eterei, odora di fumo, di petali di rosa, di autunno
e di uva spina, come rileva Isabella. Nelle ore seguenti il suo corpo
elegante continua a manifestare, senza un accenno di stanchezza, nuove
sfaccettature. “Gli svizzeri utilizzarono il nome Pelizzatti per
smerciare vino di massa e così rovinarono la nostra fama”
Isabella prosegue con la storia di famiglia. “Papà ha sofferto
in un modo incredibile”. Solo a metà degli anni ’80
Arturo è riuscito a ricomprare la cantina e a fondare la casa
vinicola Ar.Pe.Pe.; una parte dei vigneti gli erano rimasti. La concorrenza
ostacolò molto il suo percorso. Nessuno voleva che Arturo si
riallacciasse alla tradizione della Casa Pelizzatti e rivendicasse un
suo rango. È proprio questo che ha fatto. Nell’intervista
la sua voce vibra mentre dice quanto felice egli sia di sapere “riqualificato”
il suo nome.
La famiglia percepisce Arturo come “angelo custode” e suona
consolante quel che raccontano su un pettirosso, che si mette sulle
botti in cantina oppure se ne resta a guardare Isabella mentre lavora
alla scrivania. “Il Pettirosso”, così Giovanna e
i figli hanno battezzato il primo vino imbottigliato dopo la morte di
Arturo. Cosa è cambiato? L’esperto palato di Giovanna definisce
da sempre quando un vino Ar.Pe.Pe. ha raggiunto la maturità di
mercato. La maturazione in barrique rimane, come sempre è stato,
un tabù. Isabella e suo fratello Emanuele si completano a vicenda
in cantina. Lei è scrupolosa e più che prudente, lui è
energico e giocoso. Insieme hanno inventato un supporto metallico dorsale
che accoglie due cassettine e che migliora il trasporto delle uve durante
la vendemmia, giù dai pendii mozzafiato. “Con questo abbiamo
risparmiato il 30 per cento del tempo e un bel po’ di mal di schiena”
dichiara radioso Emanuele. “Quando lo scorso autunno sono comparse
per la prima volta le cassettine, quel pettirosso è tornato in
cantina ed ha cominciato a cantare”.
Dalle Alpi
Casa vinicola Ar.Pe.Pe. Valtellina
I tre vini provengono tutti dal vitigno Nebbiolo. Sono perfetti in bicchiere
grande e lievemente rinfrescato – Riserva 15 e Rosso 12 gradi.
Valtellina Superiore Sassella DOCG
Riserva Stella Retica 2000
Lo Stella è un vino succoso con bella acidità e aroma
di rose, erbe aromatiche e fragola, in uscita si aggiunge cioccolato.
Si adatta a piatti corposi a base di pesce e con capperi, e alle grigliate.
Valtellina Superiore Grumello DOCG
Riserva Rocca de Piro 2002
Un vino fruttato e vigoroso. Odora di bosco, tabacco e lampone. Un grande
piacere, interessante con piatti speziati orientali, classico con carne
rossa con salse raffinate.
Rosso di Valtellina DOC 2004
Un vino in crescita, delicato, dal colore rosso luminoso, che odora
di mirtillo. La sua acidità fresca lo rende un aperitivo ideale.
Isabella lo offre con una torta di pasta sfoglia alle zucchine e con
la locale bresaola, consigliandolo anche con il pesce.
Qui potete ordinare i vini:
la confezione con le tre diverse bottiglie costa, franco partenza, 48
Euro. La confezione doppia con 6 bottiglie costa 90 Euro.
Enoteca Italiana, Roland Brunner
Andreastrasse 10, 93059 Regensburg
Tel. 09/4186507, www.enoteca-italiana.de
Traduzione di Laura Bonat
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