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Orizzontale: quattro Borgogna rossi 1996 e un vino misterioso
(Roma, maggio 2006, a cura di G. Proto)
Questa orizzontale ha messo a confronto, a quasi 10 anni dalla vendemmia, quattro Borgogna rossi di diversa estrazione. In tre casi su quattro, la provenienza era la Cote de Beaune, cioè la metà meridionale della Cote d'Or, generalmente più nota per i bianchi che per i rossi. Sempre in tre casi, la collocazione nella piramide qualitativa della denominazione era il premier cru, mentre il quarto vino apparteneva al vertice della piramide, il grand cru (quello di Corton, l'unico grand cru di tutta la Cote de Beaune per i rossi).
Al confronto ha partecipato anche un vino che mi è sempre sembrato di ascendenza francese, un Valtellina Superiore riserva 1995, quindi un vino a base di Nebbiolo (in questo caso, con un 5% di Pinot Nero e Rossola) proveniente dalle terrazze retiche della Valtellina.
Il confronto non ha mostrato la superiorità del grand cru che ci si poteva attendere sulla carta, anche se questo può in parte dipendere da un diverso stadio della curva evolutiva, che si presume più corta per un premier cru: dato che il 1996 è un'annata per la quale si ipotizza un'evoluzione almeno ventennale nei casi migliori, un premier cru potrebbe essere più vicino al suo apice. Questo è stato probabilmente il caso del "vincitore", il Beaune Greves di Prieur.
Comunque i vini risentono tutti, oltre che del cru che purtroppo nessuno di noi conosce più di tanto, della mano del produttore. In questo caso, lo stile spaziava dalla relativa modernità del Nuits-Saint-Georges di Rodet, con un uso del legno nuovo che ricorda un po' Bordeaux, al tradizionalismo un po' estremo del Beaune Toussaints di Morot, che lascia emergere tutte le componenti del vino, le più nobili e le meno nobili (con risultati a volte più riusciti, come nel caso del suo Beaune Bressandes premier cru 1993, di cui abbiamo bevuto una magnum a cena dopo l'orizzontale, che avrebbe meritato un 3½). E' apparso abbastanza caratterizzato anche lo stile di Chandon de Briailles, ma qui la potenza e la maturità meridionale del frutto, quasi al limite della surmaturazione, potrebbero derivare dal grand cru Corton, che come si è detto segna il limite meridionale per i grand cru rossi.
Notevole la prova del Vigna Regina, chiamato a un ruolo di "vino misterioso" che può a volte essere comodo, ma più spesso è scomodo e insidioso, soprattutto con avversari di grande blasone. Invece questo vino si è confuso benissimo tra i Borgogna, tanto che nessuno l'ha riconosciuto come "intruso", salvo io che lo conoscevo già.G. Proto
1.
Nuits-Saint-Georges premier cru les Saint-Georges Cave Privée 1996 A. Rodet, Aoc 13° (Mercurey) - L. 8079V8691
Colore: il più carico. Profumo: note bruciate, polvere, caffè; caffè bruciato, oliva nera e legno di olivo; carne, frutta secca; caffè in polvere. Sapore: acidità intensa e citrina, tannini presenti; note di tamarindo, sale, menta.L'unico vino un po' "bordolese", con le note di elaborazione in evidenza. Legno a vista soprattutto al Profumo, con una nota di caffè un po' monocorde; la statura del cru si avverte di più nel Sapore vivo e reattivo, meno condizionato dal legno.
Punteggio finale del panel: 22/35.2.
Beaune Greves premier cru 1996 J. Prieur, Aoc 13° (Meursault) - L. 053
Profumo: garbato, di frutta acidula, karkadè, rosa canina; gelatina di ribes rosso, tè alla fragola, tè darjeeling verde; anche cera, confettura di albicocca / nocciolo di pesca; leggero brodo di tartaruga speziato. Sapore: acido-vegetale-salino; acidità molto citrina, coda tannica, nota di muschio.Elegante e misurato, ci è sembrato un Borgogna molto classico. E' possibile che sia già all'apice della sua forma, a differenza di altri concorrenti.
Punteggio finale del panel: 27/353.
Beaune Toussaints premier cru 1996 A. Morot, Aoc 13° (Beaune) - L. 9603
Colore: abbastanza torbido, ha parecchio fondo (l'etichetta avverte / rivendica che il vino non è filtrato); Profumo: purè di ciliegia, gomma, nota fungina; poi forte lattice, funghi bianchi di prato, addirittura succo di pera; frutta acida, vernice. Sapore: aggressivo, vegetale, molto acido e intensamente salato, con un tocco medicinale, note fungine; anche qui una nota di vernice e di resine verdi, i graspi si fanno sentire.Vino potente ma squilibrato, volutamente inelegante. Sei mesi fa, a un precedente assaggio era sembrato più fine, pur all'interno della stessa impostazione "caratteriale".
Punteggio finale del panel: 16/354.
Valtellina Superiore Sassella ris. Vigna Regina 1995 Ar. Pe. Pe., Doc 12,5° (Sondrio, SO)
Colore: il più scarico; Profumo: ciliegia / fragola, gas, una leggera nota di fegato; leggera traversina ferroviaria (resine e bitume), fieno bruciato, gomma bruciata; ruggine / ferro, buccia d'arancia bruciata. Sapore: acidità molto citrina, sale, tannini sottili ma presenti, muschio, distinta nota amarognola.Questo era il vino misterioso. La classe del Vigna Regina e la sua mineralità, che trascendono la sua natura di vino di montagna, lo hanno fatto muovere a suo agio in mezzo ai Borgogna, tra i quali si è confuso benissimo.
Punteggio finale del panel: 24/355.
Corton Les Bressandes grand cru 1996 Chandon de Briailles, Aoc 13° (Savigny-les-Beaune) - L. LCB
Profumo: rosa, confettura di rosa canina / di fragola, tabacco; dolcezza surmatura, prugna secca California, fichi, addirittura pasticceria; poi frutta un po' più acidula, salsa di pomodoro, foglia di fico secca; confettura di mosto, tocco fungino, sfumature di incenso e di caffè. Sapore: acidità citrosodica, tannini solidi, nota amarognola / vegetale, corpo pieno e dolcezza matura; fondo salato, tocco di caffè, sottile speziatura.Il più meridionale come impronta, è un vino di sostanza più che di eleganza. Gli manca una fusione che potrebbe arrivare con il tempo, ma non è scontata.
Punteggio finale del panel: 25,5/35
Note alla scheda:
Identificazione dei vini: alla fine della degustazione cieca e dopo la valutazione.
Panel: 7 persone (tra cui 4 sommelier diplomati AIS), che hanno espresso valutazioni su una scala compresa tra zero e 5, con intervalli di mezzo punto.
Bicchieri: in prevalenza medi o medio-grandi (Spiegelau "Città del Gusto", chiantigiani Riedel e simili).