di Andrea Grignaffini
Un secolo e mezzo di storia della Valtellina letti da una cantina
che non dimentica la trama del nebbiolo di questa zona. Sconosciuta ai
più, Arpepe, vitivinicoltori dal 1860 con una lunga tradizione
familiare da ben cinque generazioni, segnano un marchio ben delineato
ai nebbioli alto-lombardi. I fratelli Isabella ed Emanuele Pelizzatti
Perego si dedicano alla produzione di vini con passione e impegno
seguendo i metodi tradizionali per tornare alla qualità di un tempo che
tanto aveva reso famosa questa terra per il suo grande vino.
La zona in cui sono ubicati i vigneti si presenta ripida e sassosa,
esposta al sole per l’intero arco della giornata, condizioni queste
favorevoli per ottenere uve che permettono di produrre vino di alta
qualità con l’ausilio di tecnologie di vinificazione legate alla
tradizione.
Tra i vini top dell’azienda abbiamo scelto Grumello Rocca De Piro
Riserva 2002 Docg, da uve nebbiolo, brugnola e rossola dei vigneti di
Grumello, affinato in grandi botti di rovere per due anni, si presenta
con i tipici profumi fruttati. Altro rosso dal carattere giovane,
Sassella Stella Retica da uve nebbiolo in purezza dagli intensi aromi
di fragola che ritroviamo in bocca insieme a una bella freschezza.
Sempre da uve nebbiolo, Rosso di Valtellina dagli intensi profumi di
frutti di bosco.
Un blend da 95% di nebbiolo, e rimanente brugnola e pinot nero per
Sassella Rocce Rosse Riserva, un vino da invecchiamento per maturare e
ottenere un carattere e una struttura di tutto prestigio. Colore rosso
granato con un’unghia aranciata, olfattivamente si presenta con un arco
di profumi che vanno dalla ciliegia alla nocciola, alla prugna, ai
chiodi di garofano e note tabaccose. In bocca è corposo, tannico,
elegante, di personalità.
Ancora un rosso da uvaggio nebbiolo, pinot nero e rossola per Sassella
Vigna Regina Riserva, colore rosso rubino con sentori di tabacco e
pelle conciata, al palato è asciutto, austero con tannini equilibrati.
Da sole uve nebbiolo, il Pettirosso mentre, dagli assolati vigneti di
Poggiridenti, il Fiamme Antiche, un blend di nebbiolo per un 95% e
rimanente brugnola e rossola.
Chiusura al top con il Grumello Buon Consiglio Riserva da uve nebbiolo,
brugnola e rossola, un vino di carattere con aromi fini e sottili di
marasca, asciutto, elegante e piacevolmente tannico. E a seguire Ultimi
Raggi, un vino di montagna prodotto in annate particolari con uve
nebbiolo in purezza lasciate appassire sulla pianta e raccolte a fine
novembre con un’alta concentrazione zuccherina. Al naso frutti di bosco
a polpa rossa, delicate nuances speziate per una bocca suadente e
affascinante.
SECOLI DI STORIA ALLE SPALLE
PER UNA NOVITÀ DAL SALENTO
Vitigni classici e grandi ambizioni
Su una piccola altura alla periferia di Galatina, nel Salento, sorge la
cantina Santi Dimitri. La storia della famiglia Vallone risale alla
metà del '600 con l’acquisizione di fondi agricoli nelle campagne
limitrofe. Ma lo sviluppo dell’azienda si avrà solo alla fine del
secolo scorso mediante il contributo di esperti del settore enologico.
Il progetto è ambizioso e cerca di rivalutare la tradizione
vitivinicola e olearia in chiave moderna. Il luogo è ideale per le
condizioni climatiche che risente dell’influsso dei mari Jonio e
Adriatico e per il territorio fortemente vocato per la coltivazione
della vite e di uliveti.
I vitigni sono i classici: Negroamaro, Aleatico, Primitivo e Fiano. Le
cultivar olivicole autoctone comprendono fra le altre la Favolosa. Fra
i vini prodotti l’azienda propone Aruca da pinot bianco; Aruca da
negroamaro; Sharav da uve Primitivo in purezza; Ruah da Fiano; finendo
con il passito di aleatico Serra dei Santi.
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