Si
può essere stanchi, affaticati, disturbati, nervosi, irrequieti,
scontenti, imbestialiti, adirati con il mondo intero, esauriti,
annoiati, tutte sensazioni che almeno una volta nella vita abbiamo
provato, ma è molto improbabile che un vino come questo gioioso e
carico di energia positiva Rosso di Valtellina 2004, alla sua seconda
vendemmia, ci lasci del tutto indifferenti, anche in momenti del
genere. Perché? E' molto semplice, racchiude in sé la sintesi del
gusto di vivere, sprigiona il meglio che la terra di Valtellina può
offrire attraverso un vitigno unico e inimitabile come il nebbiolo, qui
detto "chiavennasca", ma lo fa con una suadenza quasi femminile, non
c'è enfasi né pomposità, al contrario un piacere sottile e progressivo,
non è un vino pretestuoso, non vuole magnificarsi né compiacersi, è
schietto, aperto, sincero, non vuole stupirci con colori inchiostrati e
impenetrabili, ecco invece un semplice granato trasparente che fa tanto
"nebbiolo", niente marmellata, cioccolato, vaniglia, legno tostato ma
piuttosto una ciliegia quasi croccante che fa compagnia a profumi lievi
di rosa e giaggiolo, una sfumatura deliziosa di arancia e melagrana,
pepe, poi tanta mineralità, nessuna tracotante potenza, né sornione
dolcezze bensì straordinari misura ed equilibrio tra il delicato
apporto tannico, l'alcolicità temperata di un tempo, la fresca beva e
quella mineralità struggente, elemento che nei vini di Ar.Pe.Pe. non
manca mai. Da non perdere.
Roberto Giuliani Voto: @@@@ (degustazione in data: 01/2008) |