Time
Out! Time Out! Anche chi di sport non proferisce parola sa bene, se non
altro per averlo visto in qualche film, cosa voglia dire questa
espressione: è la richiesta da parte del coach (allenatore) di poter
interrompere brevemente la partita per una consulta con i ragazzi della
squadra, al fine di suggerire le strategie più idonee per poter portare
a casa il risultato migliore. Cosa c'entra con il vino tutto
questo? Il tempo è l'essenza di una buona degustazione. Il vino è cosa
viva, dentro quel liquido colorato si muovono centinaia di diversi
elementi che negli anni si combineranno dando luogo a bouquet e sapori
che non saranno mai identici, ma in continua trasformazione, a volte
benefica altre volte meno. E una volta stappato, supponendo di aver
colto il momento migliore, pretendere di capire tutto di quel vino
limitandosi a stappare, versare, annusare, assaggiare in poche manciate
di secondi è un atteggiamento quantomeno presuntuoso. Certo, nelle
sessioni di degustazione che prevedono decine di assaggi nell'arco di
poche ore, non è possibile dare tempo al vino per esprimersi, farlo
ossigenare, dimenticarlo per un po' nel bicchiere. Per fortuna non è
questo il caso, nel mio studio al vino è concesso tutto il tempo che
gli occorre per dire la sua, se ha ovviamente qualcosa da dire. E
lo Stella Retica Riserva 2000, proveniente dalla Sassella, una delle
cinque zone vocate alla produzione del Valtellina Superiore, di cose da
dire ne ha molte, a partire dall'esprimere una giovinezza che
stupirebbe chiunque non conoscesse i vini di questa azienda, freschezza
che è manifesta già nel colore, granato trasparente, certo, ma di una
luminosità e lucentezza che in un vino di quasi otto anni è assai
difficile da trovare. Nel calice, dove è rimasto per quasi un'ora,
testimonia la sua capacità di mantenere intense le sensazioni
olfattive, un bouquet prezioso, sensuale e raffinato come un tessuto di
seta, che si schiude a note di rosa, ciliegia, gelso, ribes rosso,
melagrana, appena maturi, una leggera sfumatura di ginepro e goudron,
richiami alle erbe di montagna, alle rocce frantumate. La
corrispondenza al palato è esemplare, il tannino finissimo e ben fuso
nella trama (non è un caso che tutti i vini di casa Pelizzatti Perego
escano sempre dopo un lungo affinamento), la mineralità è un
riferimento per tutti coloro che si domandano "come riconoscerla", la
persistenza ricca, piena, lunga, pulitissima.
Roberto Giuliani Voto: @@@@ (degustazione in data: 01/2008) |