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Isabella, figlia di Arturo Pelizzatti
Perego, è una ragazza appassionata, coinvolgente nel racconto
dei vini di suo padre ed ora suoi, tenace nel portare avanti l'idea
che il nebbiolo debba continuare ad essere qualcosa di diverso dalla
moda imperante dei vini palestrati, dai colori rosso pece e non
granato trasparente con venature aranciate, come i suoi. Grandi
Sassella e Grumello, dal Sassella Stella Retica del 1998 al Pettirosso
IGT del 1997. Convincente, come al solito, anche se bisognoso, più
di altri , di ossigeno e calma, il Sassella Riserva Rocce Rosse
1996, dal naso unico di agrumi, spezie e viole, ma anche grafite
ed amaretto, per non parlare dell'Ultimi Raggi 2001, la risposta
di casa Ar.Pe.Pe. allo Sforzato, che Isabella continuerà ostinatamente
a non produrre: un nebbiolo da uve fatte surmaturare in pianta sino
a novembre, dal naso di frutti rossi maturi ma non marlmellatosi,
morbido e fresco insieme, un gran bel bere, un vino concentrato,
se vogliamo, ma non "forzato" o "sforzato" oltremisura. Un'azienda
del genere, per filosofia produttiva del padre prima e della figlia
ora, non sbaglieremmo più di tanto a vederla, il prossimo anno,
partecipare ad una delle due manifestazioni parallele, Vini Veri
a Villa Mattarana piuttosto che Vini Naturali a Villa Favorita,
che si sono svolte praticamente a cavallo dei giorni di Vinitaly.
Bel dilemma e mentre si discute anche di questo con Isabella, ci
stupisce con dei cioccolatini al Rocce Rosse, ancora in fase sperimentale,
una sorta di albesi dove al posto del Rhum è il vino di punta dell'azienda
a fondersi col cioccolato fondente di scuola piemontese.
Alessandro Franceschini
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