Il Valtellina viene prodotto con uve Nebbiolo, così come il
Barolo, il Barbaresco e i grandi vini del Piemonte settentrionale.
Il Valtellina proviene da un territorio freddo, con elevata escursione
termica fra notte e giorno e per questo si caratterizza principalmente
per alcolicità possente, tannini energici , acidità
tipica e frutto Nebbiolo particolarmente marcato.
Qui, - dove è stato necessario erigere muri alti dei metri
per passare da un terrazzamento all'altro, e dove spesso è
impossibile anche solo una meccanizzazione minima - i costi sono incomparabilmente
più elevati di quanto non lo siano nella maggior parte delle
altre aree vinicole italiane.
Il Valtellina Superiore DOCG viene prodotto in quantità minime,
la zona di produzione comprende soltanto cinquecento ettari. Personalmente,
credo che il Valtellina sia uno dei vini veramente grandi di tutto
il mondo: lo metto sullo stesso piano del Barolo e del Borgogna. La
sua eleganza e la sua longevità hanno pochi uguali! Almeno
a partire dai vigneti
Invece di rivolgersi ad una clientela che interpreta come segnali
di qualità unicamente certe caratteristiche modaiole, i produttori
valtellinesi potrebbero permettersi di sintonizzarsi sul mercato ridotto,
ma ottimo e soprattutto fedele, degli appassionati ed esperti del
vino. Solo questi ultimi, sul lungo termine, sono disponibili a pagare
il prezzo consono per l'esperienza del terroir.
Il disciplinare di produzione consente un dieci per cento di tolleranza
sulla tipologia delle uve. Ma in Valtellina non hanno bisogno di andare
a cercare note vegetali estranee. Che non sono migliorative del sapore,
ma anzi lo danneggiano!
Come dovunque in Italia, anche qui sono pochissimi i produttori in
grado di creare con il legno nuovo dei vini migliori a quelli delle
stupende ed enormi botti in legno. Riesco a trovare davvero scarso
piacere in quei Valtellina in cui le note del Nebbiolo sono state
coperte da un profumo dolce, che rimanda a legno di quercia fresco
o tostato, a spezie e coca cola.
Purtroppo il trend del legno qui è palesemente in crescita.
Infiammato dall'equivoco applauso di qualche opinion-maker, oggi esagera
persino un Rainoldi. Anche questo produttore, che in passato ha dimostrato
una mano straordinariamente espressiva con il legno nuovo (mi ricordo
della straordinaria fortuna del suo Sassella Riserva 95), oggi mescola
i suoi vini con il grande cucchiaio di legno.
Un misto di malinconia e di rabbia mi assale alla degustazione di
questo vino, pensando al piacere che mi viene sottratto, e ancor più
perché la base stupenda del materiale di partenza è
ancora riconoscibile e riesce a farsi sentire.
Un Valtellina vinificato tradizionalmente da uve di valore è
uno dei vini più eleganti e longevi in assoluto! È per
questo che non riesco a capire perché alcuni produttori di
questa valle alpina lombarda non si vogliano accontentare della Noblesse
che la natura ha dato ai loro vini e, invece di seguire la perfezione,
rincorrono le mode enologiche.
Capisco che un Vino-Nessuno di provenienza oscura - per attirare l'attenzione
su di sé - debba ricorrere ai sapori della barrique, al doping
del Cabernet ed alle concentrazioni raggiunte in cantina. Mi resta
invece incomprensibile il motivo per cui la bellezza classica debba
essere pesantemente imbellettata per diventare irriconoscibile da
tutti i banali vini di qualsiasi luogo.
Le nostre degustazione avvengono rigorosamente a bottiglia coperta.
Nondimeno ci sono dei vini, in qualsiasi denominazione, che immancabilmente
si rivelano per profumo e per sapore. Tra questi ci sono, ad esempio,
i vini di Dal Forno, quelli di Quintarelli, il Montepulciano di Valentini,
quelli di Poggio Antico, Cacchiano e Castellare, e qui in Valtellina
i Riserva della casa vinicola Ar.Pe.Pe.
Anche solo il colore chiaro e maturo tradisce i Riserva del Signor
Arturo, un tradizionalista cocciuto che realizza dei vini tagliati
a misura per palati sentimentali e retrò come il mio. Non c'è
dubbio che il Signor Arturo produca i suoi vini per "Enostalgici"
refrattari alla moda. Chi ama i vini scuri e moderni non deve assolutamente
prendere la mia valutazione entusiastica di questi vini come un consiglio
per l'acquisto. Chi invece è sensibile alla magia dei vini
Nebbiolo prodotti secondo tradizione, con Ar.Pe.Pe. troverà
soddisfazione.
Come è spesso il caso con molti grandi vini terroir, anche
i classici Valtellina talvolta non riescono convincenti al primo incontro.
Ma è una cosa naturale, poiché i vini terroir - questo
è il mio postulato - li può apprezzare solo chi si confronta
con loro! È difficile, per i vini terroir non disposti ai compromessi,
trovare dei nuovi amici; ma c'è anche da dire che chi ha imparato
ad apprezzarli torna sempre da loro!
Disciplinare di produzione Valtellina Superiore DOCG
Vitigno: Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca (90-100%), altre
varietà (fino al 10%)
Resa massima: 8000 kg uve/ha
Alcool minimo: 11,5 vol.%
Disciplinare di produzione Valtellina Sforzato DOC
Vitigno: Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca (80-100%), altre
varietà (fino al 20%)
Resa massima: 10000 kg uve/ha
Alcool minimo: 14,0 vol.% (dal 2002 anche lo Sforzato è classificato
come DOCG)
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
30.000 bottiglie/11 ettari
tel 0342-214120 fax 0342-214120
www.arpepe.com arpepe@libero.it
Valtellina Superiore Grumello DOCG Riserva Buon Consiglio 1995
*** - **** JLF
6.950 bottiglie, L 2 95; un imbottigliamento
granata chiaro; alla prima degustazione tende ad essere davvero maturo,
anche note di catrame, fresco frutto Nebbiolo; avvio molto fine, tannino
vellutato, profondità, frutto maturo, molto lungo; solo dopo
24 ore mostra il suo intero potenziale.
2004 - 2015
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
Valtellina Superiore Sassella DOCG Riserva Vigna Regina 1995
**** JLF
4.395 bottiglie, L 2 65; un imbottigliamento
granata piuttosto chiaro, naso affascinante ed incredibilmente variegato,
note di tartufo, petrolio, foglie di bosco, bacche silvestri, enormemente
profondo; forza, vino di grande spessore, molto tannino di Nebbiolo,
enormemente elegante, dal fascino migliore e borgognone, acidità
sana, frutto di Valtellina maturo, succoso, ricco, enormemente lungo;
tende ad essere maturo al primo momento, ma di ora in ora diventa
un vino giovane; per gli amanti di questa direzione es-tradizionale,
un 'esperienza. 2004 - 2015
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
Valtellina Superiore Sassella DOCG Stella Retica 1998
**-**** JLF
12.700 bottiglie, L 3 58; più di un imbottigliamento
rosso mediamente luminoso in maturazione, naso decisamente trattenuto,
note minerali di roccia, marmellata di bacche; decisamente di spessore,
buona acidità, elegante, un poco rustico, tannino impetuoso.
2005-2010
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG Rocce Rosse Botte n.5 1997
**-***
5.399 bottiglie, L 117; un imbottigliamento
rosso medio e caldo; note non del tutto chiare di frutti rossi, note
minerali; forza e dolcezza di frutto, tannino potente ed ancora spigoloso,
lunghezza, molto giovane, un po' rustico. 2007-2015
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG Rocce Rosse Botte 1996
***-****
13.263 bottiglie, L #; più di un imbottigliamento
rosso chiaro di media luminosità; note di catrame, paglia,
prugna cotta, profondo frutto Nebbiolo, acidità sana, un tocco
di burro, ancora molto giovane, lunghezza su un tannino Valtellina
pieno di carattere. 2006-2015
Ar.Pe.Pe., Sondrio (SO)
Valtellina Superiore DOCG Grumello Rocca de Piro 1998
**
6.600 bottiglie, L 3 280; un imbottigliamento
rosso medio e caldo; note di bacche rosse; dolcezza, frutto di marmellata,
dovrebbe essere più elegante e più lungo, tannino aspro.