Via Buon Consiglio, 4
23100 Sondrio, Italy
Tel +39.0342.214120
Fax +39.0342.214120
arpepe@fastwebnet.it
Dicono di noi > Porthos
Dicono di noi

La degustazione si è svolta in due momenti. Il primo alla fine dell’agosto di quest’anno in Valtellina, dove abbiamo verificato in diretta la vocazione gastronomica di tutti i vini; il secondo a Roma due settimane dopo, con le bottiglie aperte, è stato ancora più importante perché è emerso in modo inequivocabile il potenziale evolutivo delle annate recenti. Avremmo voluto raccontare un maggior numero di vini, ma l’Arturo Pelizzatti Perego non è stato molto previdente nei confronti delle sue bottiglie migliori e le ha sempre vendute tutte, non pensando a quanto sarebbe stato utile sentirle a distanza di tempo dalla loro uscita. Possiamo capirlo. Dopo essersi tenuto il Rocce Rosse per così tanto tempo prima di venderlo, come minimo nove anni, sentiva forse il dovere di accontentare più clienti possibile. In ogni caso, la famiglia ha attinto alle scorte più recondite per soddisfare la nostra sete di racconto. Le schede ripropongono l’ordine di servizio: prima un Grumello e un Sassella, con all’interno un confronto tra due annate importanti come ’95 e ’99, così da delineare con chiarezza due terroir diversi; poi la degustazione del Rocce Rosse, anch’esso ottenuto nella mitica Sassella, ma in un settore differente. Come di consueto siamo partiti dal millesimo più vecchio, il 1964, del quale abbiamo apprezzato la raggiunta delicatezza, per chiudere con l’aristocratica solidità del 1997. Le schede hanno il classico sviluppo, con la descrizione dei quattro momenti e le note nelle quali mettiamo in evidenza ciò che abbiamo amato e ciò che ci ha convinti di meno; tra queste troverete anche alcune informazioni di carattere generale. Quasi tutti i vini hanno meritato il commento sul matrimonio col cibo. A questo proposito ho il piacere di ringraziare la famiglia Pelizzatti Perego per aver accolto le nostre richieste e l’Agriturismo Stella Orobica che ci ha ospitato nei giorni valtellinesi. Giuliano e sua mamma Elisabeth, attraverso le loro attenzioni, hanno contribuito personalmente all’approfondita comprensione dei vini degustati.

Infine, una parola sul Rocce Rosse che promette di essere il più buono del decennio, il 1999 che si sta affinando in bottiglia: ha una severità dolorosa e un’energia inesauribile, è ancora molto chiuso e non è detto che si aprirà moltissimo, ciononostante possiede una generosità infinita... [...]

(leggi l'articolo completo)