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Raffaele Foglia, La Provincia, 20 maggio 2007
Le Rocce Rosse di Ar.Pe.Pe, tutta tradizione
Tradizione e pazienza. La tradizione nella realizzazione del vino, dalla vinificazione allaffinamento, e la pazienza di aspettare il momento giusto prima di mettere in vendita un vino. Una filosofia di vita, più che di produzione, quella che contraddistingue i vini della Ar.Pe.Pe, ovvero Arturo Pelizzatti Perego, di Sondrio.
Se a qualcuno piace il vino "moderno", fatto di tanta barrique e poca sostanza, può anche smettere di leggere.
O può iniziare a cercare qualcosa di diverso, come l'eleganza e la complessità che troviamo nei prodotti di questa azienda. La famiglia cerca di rimanere legata a i sentori veri della Chiavennasca, ovvero del Nebbiolo di Valtellina, mantenendo un livello qualitativo sempre altissimo, sapendo anche aspettare e mantenere il vino in cantina per anni.
E, ammettiamolo, poche aziende lo sanno fare. La prima a esserne convinta è Isabella Pelizzatti Perego, carattere tenace e forte di una persona che non ha voluto scendere a compromessi per poter proporre ottimi vini, stando attenti anche ai prezzi.
Nei vini Ar.Pe.Pe. di compromessi proprio non ce ne sono. Sono quei vini che o si odiano o si amano.
L'azienda è a Sondrio, con vigneti principalmente nelle sottozone del Grumello e del Sassella.
Altra caratteristica è l'assenza dello Sforzato, privilegiando così alcuni grandi Cru. Il vino più conosciuto è il Sassella Riserva Rocce Rosse, ovviamente Valtellina Superiore Docg. Si tratta di un vino particolare, da invecchiamento, realizzato con il 95% di Chiavannasca con l'aggiunta del 5% di Brugnola e Pinot Nero. Dopo una vinificazione tradizionale, si passa a un paziente affinamento: due anni di acciaio, quattro anni di botti di castagno da 40 ettolitri, e ancora almeno 36 mesi di bottiglia. Totale: 9 anni di attesa prima della messa in vendita.Come detto, tradizione e pazienza. Così è possibile assaggiare l'annata 1996. Con una precauzione: il vino, appena stappato, è chiuso e può darsi che ci sia una leggera "puzzetta" di riduzione. Niente paura, anche qui bisogna avere pazienza. Dopo averlo versato in un ampio calice e dopo qualche minuto di ossigenazione, il ridotto lascia spazio nell'ordine ai profumi speziati, al cuoio, alla frutta (in particolare la ciliegia sotto spirito) e ai ai fiori appassiti.
Sentori che continuano ad evolvere nel bicchiere, arrivando anche alla bacca di ginepro.
In bocca è estremamente acido e minerale, accompagnato dalla morbidezza dei tannini "addolciti" dal periodo di affinamento.Il prezzo: tra i 20 e i 25 euro in enoteca.