Isabella Pelizzati Perego AR.PE.PE.
Il
nome Arturo Pelizzati Perego – più brevemente AR.PE.PE. – rappresenta
un punto di riferimento per tutti coloro che cercano nel vino
originalità ed espressione del carattere di un territorio.
Siamo in Valtellina, un territorio unico per vini unici, come recita lo slogan dell’omonimo Consorzio di Tutela.
Un territorio che però, come purtroppo molti altri distretti produttivi
del paese, sembra soffrire di una “deriva” stilistica che favorisce
sempre più vini di impostazione internazionale, opulenti e
iperconcentrati.
ARPEPE invece va controcorrente. O meglio, sono gli altri che sembrano
aver cambiato corrente, visto che la bella azienda di Sondrio – guidata
oggi da Isabella e dal fratello Emanuele – continuano a produrre vino
come hanno sempre fatto, puntando cioè tutto su rispetto per la
tradizione, quella più pura, e sulla valorizzazione del Nebbiolo di
montagna (sono stati trovati solo in Valtellina ben 12 cloni differenti
di Nebbiolo, a testimoniare lo strettissimo legame di questo territorio
con il più grande vitigno italiano).
Isabella dopo una laurea tecnica e un master in enologia, per 4 anni si occupa dello sviluppo di nuovi prodotti per un’azienda multinazionale delle Langhe. Un’esperienza formativa fondamentale che si porterà in dote quando nel 2001 decide di rientrare nell’azienda di famiglia.
<<Siamo viticultori da 5 generazioni e abbiamo sempre fatto
scelte molto personali e talvolta “estreme”. Lavoriamo e vinifichiamo
solo uve di proprietà, nei 10 ettari di terreno che abbiamo
faticosamente messo insieme anno dopo anno.
Qui sulle terrazze della Valtellina il vino era moneta, e ogni famiglia
aveva la sua microparcella, talvolta anche di appena 100-150 mq…si
immagini quindi gli sforzi fatti per arrivare a 10 ettari!.
Amiamo il Nebbiolo – che da noi si chiama Chiavennasca, parola
dialettale che significa “più adatta ad essere trasformata in vino”
così com’è, con tutti i suoi pregi e difetti.
E’ un po’ scarico dal punto di vista cromatico?
Pazienza…cerchiamo di recuperare con fermentazioni in legno che sembrano aiutarci nella fissazione del colore.
Risulta un po’ ruvido e nervoso, specie in fase giovanile?
Beh, allora lo aspettiamo anche per 7-8 anni, dandogli tutto
il tempo di cui ha bisogno per ammorbidirsi e risultare pronto al
consumo.
Quella delle riserve da lungo affinamento, in realtà, è sempre stata un
nostro caratteristico marchio di fabbrica. I miei antenati facevano
così già alla fine dell’800, quando la scelta di immobilizzare un
capitale del genere per diversi anni sembrava una pazzia.
Il fatto è che siamo sempre stati convinti che solo col tempo i
nostri vini arrivano ad esprimere quelle caratteristiche di eleganza,
di finezza, di complessità, che li possono rendere unici, originali,
emozionanti…come solo i vini a base Nebbiolo sanno essere.
In genere li lasciamo riposare a lungo in botti grandi di castagno,
legno che abbiamo notato incidere di meno sul sapore del prodotto
finale e i cui aromi ci sembrano più in linea con il carattere etereo e
minerale dei nebbioli di Valtellina.
Diamo infine molta importanza anche all’affinamento in bottiglia – ne abbiamo ben 250mila conservate nelle nostre cantine! – in modo che il vino esca in commercio nel pieno della sua espressività, pronto per essere bevuto…anche se questo talvolta significa uscire dopo 10 anni dalla vendemmia!>>.
Vini non per tutti i palati, quelli di ARPEPE, ma vini veri, che non confondi, che nel panorama vitivinicolo attuale possono anche apparire anacronistici, ma che, in fin dei conti, hanno un’energia e una naturalezza espressiva che ti resta nel cuore.
Via Buon Consiglio, 4 – 23100 Sondrio
Tel/Fax. 0342-214120
Sito Web: www.arpepe.com
E-mail: arpepe@fastwebnet.it
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