| "Non un giorno senza
controllare i vini che stanno maturando, non un giorno senza andare
sulle vigne: Pelizzatti è un appassionato, un vignaiolo pervaso
dall'entusiasmo. Con voce pacata racconta con discrezione dei vini che
produce nella sua cantina di Sondrio. Immerso nel suo racconto, senza
volerlo Pelizzatti perde via via il suo interlocutore dalla propria
prospettiva. Poi, rendendosi conto che qualcuno lo sta ascoltando, sussulta
e prosegue la narrazione.
Arturo Pelizzatti è troppo schivo per poter vendere vino. Fortunatamente
c'è al suo fianco, piena di vita, la moglie Giovanna, che appunto
si occupa dell'aspetto commerciale. E certo sarebbe un peccato se i
vini raffinati di Arturo Pelizzatti raggiungessero solo una cerchia
ristretta di intenditori!
Dal 1860, tutto nella famiglia Pelizzatti gira attorno al vino. Nel
1973 l'azienda entra a far parte del gruppo "Winefood", che
già possiede molte cantine in tutt'Italia, ma Pelizzatti non
è contento di questa sua scelta. Dieci anni dopo ricomincia dunque
con una nuova linea, commercializzata con il nuovo nome AR.PE.PE
(Arturo Pelizzatti Perego), con la quale intende differenziarsi dalla
ancora esistente linea Pelizzatti. La zona di produzione è limitata
al Sassella, al Grumello e all'Inferno.
Come già accennato, lo stesso Pelizzatti si occupa della vinificazione,
mentre la moglie cura l'aspetto amministrativo dell'azienda. Da lavorare
ci sono 10 ripidi ettari di vigna, tutti in posizione esclusiva. Con
il suo Sassella Rocce
Rosse a Pelizzatti è riuscito il prototipo del vino,
che per lui può ben essere costituito da una riserva della zona.
La roccia rossa sulla quale cresce la vite dà anche il nome al
vino.
Pelizzatti tiene ridotta la resa dei vitigni, lascia fermentare lentamente
le uve ad una temperatura relativamente bassa limitando la fermentazione
a sette giorni. Il vino giovane non dev'essere caricato di troppo tannino.
Segue quindi una permanenza di due anni in botti di legno, un altro
anno nell'acciaio e quindi si arriva alle 18.596 bottiglie che, prima
di essere commercializzate, riposano per ancora un paio d'anni. Nella
sua nuova cantina scavata nella montagna ai piedi della ripida regione
del Grumello, Pelizzatti possiede ancora alcune vecchie botti locali
in legno di castagno, legno che, nonostante venga via via eliminato,
rimane secondo lui il migliore per il vino rosso di Valtellina.
Un Sassella è di natura sempre meglio strutturato che, per esempio,
un Grumello. Il colore rosso granata dai riflessi arancioni indica che
il Sassella è un vino maturo.
Il bouquet è di noci e lamponi, il tannino si è affinato,
senza però che la sua struttura portante venga meno. La riserva
Rocce Rosse
è un vino di filigrana, delicato e dalle molte nuances. Arturo
Pelizzatti lo accompagnerebbe persino al pesce".
Traduzione di Laura Bonat
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