Bar Giornale - Vini

Bar Giornale - Vini

Guido Montaldo, 7 luglio 2002

I vini di montagna soffrono? Neanche per sogno. Oggi più che mai i rossi valtellinesi sono protagonisti della scena internazionale. Alfieri del rinnovamento sono lo Sforzato e i Valtellina Superiore. Con i loro profumi puliti, morbidi ed eleganti. Come piace ai consumatori.

"Uomini caparbi, i viticoltori valtellinesi. Lo dimostrano le migliaia di pietre, poste l'una sopra all'altra, che costituiscono i muretti di sostegno ai vigneti. Da Ardenno a Tirano, nel versante retico a sinistra del fiume Adda, è un susseguirsi di terrazzamenti in muratura ricavati con geometrica regolarità: i vigneti salgono fino a 500-600 metri s.l.m., con pendenze che si avvicinano al 65%. Su queste balze, congeniali più alle capre che agli uomini, ha trovato fin dal XV secolo il suo habitat il nebbiolo, qui chiamato chiavennasca. Da queste uve abbarbicate sulla montagna nascevano grandi rossi che parlavano il linguaggio dell'altitudine: vini che offrivano un intreccio speciale di complessità olfattiva e tempra gustativa rocciosa. Vini richiestissimi al di là delle Alpi, nei Grigioni. Oggi il nebbiolo rappresenta il vitigno principe della valle, con una produzione stimata per il 2001 in 2 milioni e 854 bottiglie. Eppure se non fosse per i suoi uomini non staremmo qui a parlare dei vini della Valtellina. I gusti sono cambiati e i rossi valtellinesi, ramati e potenti, possono trovare consensi solo tra gli irriducibili affezionati. Così i viticoltori di montagna hanno imboccato la strada del rinnovamento. Ambasciatore di questa nuova filosofia è lo Sforzato, che a breve potrà fregiarsi della Docg, insieme ai Valtellina Superiore Sassella, Inferno, Grumello e Valgella. E oggi a scommettere sul futuro della viticoltura valtellinese sono molti.

[...] In fondo la Valtellina è anche questo: grandi riserve con sbalorditive potenzialità d'invecchiamento (anche oltre dieci anni). Come quelle di Arturo Pelizzatti Perego di Sondrio, che non escono sul mercato prima di sette anni di invecchiamento. I suoi vini sono tutti cru: il Sassella Vigna Regina, l'Inferno Fiamme Antiche, il Grumello Buon Consiglio. Pelizzatti è rimasto l'unico a non produrre Sforzato, ma non ha saputo resistere alla tentazione di imboccare la strada dell'innovazione, seppure moderata: Ultimi Raggi Igt, presentato all'ultimo Vinitaly, è un blend di alcune annate del Rocce Rosse prodotto con vendemmia tardiva. Un segno di cambiamento stimolato dall'entrata in azienda della figlia Isabella, che ha maturato importanti esperienze in grandi aziende del Piemonte".

Rocce Rosse 1995

In commercio dall'aprile 2002, questo cru rappresenta la tradizione della Valtellina. Ha invecchiato anni prima di offrirsi nella sua pienezza per accontentare un gran numero di appassionati che il Valtellina lo concepiscesolo così: colore rosso granata con riflessi arancione, profumo sottile; il sapore è asciutto, soddisfa il palato e riempie il cervello di sensazioni austere, vellutate, caratteristiche, difficili da scordare.