Cronache di Gusto - Titti Casiello e

Ma chi lo ha detto che dopo le Feste non si beve? Dodici etichette (leggere) da provare

Titti Casiello e Federico Latteri, Cronache di Gusto, 10 gennaio 2022

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Da domani mi metto a dieta! Nella wish-list dei buoni propositi per l’anno nuovo ci finisce sempre questa frase.

E così di colpo anche il vino viene eliminato dal nostro spazio temporale. Ma se per una volta non ci mettessimo a dieta? Se anziché vivere di restrizioni forzate, scegliessimo liberamente solo di essere più leggeri? E in quest’ottica di colpo ecco che quella sostenibile leggerezza dell’essere si tramuta anche in una sostenibile leggerezza del calice grazie a vini facili da bere, depauperati da sovrastrutture. Vini "glu glu", ovverosia piacere e leggerezza allo stato liquido. Le coordinate da seguire non sono difficili da trovare, basta partire da qualche punto fermo: schiviamo le strade dall’alto grado alcolico e cambiamo direzione se al bivio incontriamo una barrique. E se avete perso la strada, sappiate che sull’asse delle ascisse non dovrebbe mai mancare quella delle annate: più fresche sono e maggiore sarà la possibilità di ritrovare nel calice un vino leggiadro. Quindi detox dagli eccessi sì, ma astemia no! Ecco 12 calici di sostenibile leggerezza dell’essere scelti da noi.

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Valtellina Superiore Sassella Stella Retica 2017 -ArPePe

Alle porte di Sondrio, il Nebbiolo ha saputo adattarsi al suo clima impervio fino a trovare massima espressione con il nome di Chiavennasca. I migliori vini sono quelli che alla muscolatura preferiscono l’eleganza, come Stella Retica 2017 di Ar.Pe.Pe. un rosso di grande bevibilità e ancor più di grande classe, dove al naso prevale il mirtillo, la mora e poi largo spazio agli agrumi. In sottofondo leggere note balsamiche e di liquirizia che diventano il preludio del sorso, che, in totale coerenza, gioca tra freschezza e sapidità su di una stola di notevole eleganza tannica. € 30. Distribuito da Teatro del Vino.