Lavinium, Valtellina Superiore Sassella Nuova Regina Riserva 2013

Lavinium, Valtellina Superiore Sassella Nuova Regina Riserva 2013 
Roberto Giuliani, Lavinium, 18 ottobre 2021

 

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: AR.PE.PE. – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro


È quasi imbarazzante per me dare una valutazione ai vini della famiglia Pelizzatti Perego. Da sempre come LaVINIum abbiamo deciso di adottare la chiocciola, tipico simbolo internettiano, poiché riteniamo che la valutazione numerica, che sia in centesimi, ventesimi o altro, sia inadeguata, qualsiasi sia la tipologia. La ragione è molto semplice: la mutabilità e imprevedibilità nel tempo sono il cuore di ogni vino, quanto più questo è complesso e tanto più le variabili al suo interno produrranno cambiamenti, a volte in meglio a volte in peggio.
L’esperienza ci ha insegnato che non di rado ci sono differenze da bottiglia a bottiglia, che lo stesso vino bevuto in giorni diversi può dare adito a espressioni diverse, a nuove sfaccettature, a volte si chiude, altre si apre, a volte ha nuovi slanci, in altre occasioni sembra spegnersi.
Insomma la valutazione deve essere solo orientativa e comprendere il più possibile il range all’interno del quale si suppone che il vino viaggerà nel suo cammino, breve o lungo che sia.
Detto questo, il problema si amplifica con i vini di AR.PE.PE., perché sono tutti, e ripeto tutti, di straordinaria bellezza; le differenze, ovviamente, ci sono, ma spesso non sono così marcate da consentire una differenza evidente nel numero di chiocciole (da 1 a 5). Nella maggioranza dei casi sono cinque, in qualche caso quattro, oltre non si scende, segno che il livello qualitativo di quest’azienda è uno dei più alti possibili, anche perché persino il “semplice” Rosso di Valtellina si è dimostrato sempre di una superba e gioiosa bevibilità, mai sempliciotto o banale, sempre ben caratterizzato da quel terroir straordinario che dalla valle dove scorre l’Adda si inerpica sulle Alpi Retiche. Segno che Arturo prima ed Emanuele poi sono stati capaci di valorizzare al massimo questo ben di Dio.
Di fronte a capolavori come il Sassella Rocce Rosse, il Grumello Buonconsiglio, il Sassella Vigna Regina, il Grumello Rocca de Piro, l’Inferno Sesto Canto, ciascuno con caratteristiche profondamente diverse e uniche, bisognerebbe riprendere a scrivere sulla carta, magari a matita, perché la tastiera è qualcosa di inadeguato, freddo, lontano anni luce da tanta bellezza.
E adesso c’è il Sassella Nuova Regina Riserva 2013, che in realtà è il Vigna Regina – ma non sto qui a raccontarvi i problemi legati al marchio che hanno indotto la famiglia a cambiare nome al vino – questo immenso pilastro scaturito dalla roccia a 450 metri di altitudine, in prossimità di Triasso, dove dimorano le viti più vecchie e preziose, un colosso che esce solo nelle annate migliori e che ogni volta che stappo vado in fibrillazione, consapevole di avere fra le mani un bene prezioso (anche perché ne sono state prodotte solo 6.006 bottiglie, più 250 magnum e 50 jeroboam).
Ho avuto la fortuna nel 2006 di assaggiare un ’88 e un ’91 splendidi, che mi sono rimasti nel cuore, poi ricordo un eccellente ’95 e un fantastico ’99, ma il 2013 è altrettanto emozionante, rimango sempre piacevolmente stupito di come la tavolozza di profumi che libera al naso crea un’amalgama perfetta, in cui non c’è nessuno che prevale sull’altro, determinando una sensazione olfattiva struggente, complessa, magica. Non è importante citarli, anche se la rosa e l’arancia sono talmente affascinanti e rappresentano a mio avviso il marchio di fabbrica di questo chiavennasca di casa Ar.Pe.Pe.; qui, ad esempio, la sensazione balsamica è estremamente delicata, si sente che non è data dal legno, ci si immerge nelle note di erbe e spezie, ginepro in particolare. Il frutto è una pennellata di lamponi, ciliegie e susine rosse, anch’esso si rifiuta di invadere il campo, più respira e più si crea armonia.
Non voglio dilungarmi troppo, so che pochi reggono scritti lunghi, soprattutto davanti a un piccolo schermo come quello di uno smartphone, ma è duro non farlo, è un vino che stimola emozioni di continuo, anche al palato, non penseresti mai che ha raggiunto gli 8 anni dalla vendemmia, è giovanissimo nella trama, pervaso da una freschezza che avvolge la bocca e stimola la salivazione, mentre il tannino rivela quel garbo e quella grana finissima tipiche solo dei grandissimi vini. Che dire, altro gioiello che invecchierà a lungo senza problemi, quindi datevi da fare subito per rimediarne qualche bottiglia, senza esitazione. Cinque chiocciole che sfiorano l’apice…