Menu di Natale a tutta Lombardia, tra piatti tipici e bottiglie del territorio

Menu di Natale a tutta Lombardia, tra piatti tipici e bottiglie del territorio
Mattia Brighenti e Mariella Tanzarella, La Repubblica, 18 dicembre 2019

 

A Milano, il Natale è a Natale: cioè, si festeggia proprio il 25, a pranzo, mentre altrove la vigilia è d’obbligo il cenone in famiglia. In tavola arrivano ormai portate di ogni tipo, anche piatti esotici. Però, se si vuole rispettare la tradizione, il menu ha una serie di must irrinunciabili. Salumi, insalata di nervetti, paté di fegato e vitello, insalata russa, panettone gastronomico tra gli antipasti. Come primo i ravioli in brodo ( ricavato preparando il lesso), o un risotto giallo o ai funghi. Segue cappone, oppure faraona. O, ancora, un bollito misto.

A scelta, ecco poi formaggi come Taleggio, Gorgonzola, Grana Padano. La chiusura, superfluo dirlo, è con il panettone: le fette intiepidite si possono servire con crema al mascarpone, irresistibile. Per una volta, eccedere è lecito. Giocando in casa, scegliamo vini lombardi, optando magari per una delle tante cantine segnalate nella nuova Guida di Repubblica, dedicata a Milano e alla Lombardia. Per i nervetti, va bene la delicatezza di unRoccapietra Zero Pas Dosé, metodo champenois da 100% Pinot di Fabio Marazzi e sua figlia Flavia della Cantina Scuropasso, Oltrepò pavese. Con il paté e gli antipasti in genere ben si sposa un Lugana, vino bianco di grandi potenzialità, nettamente in ascesa tra le produzioni lombarde: un Lugana Doc, anche in versione Brut Metodo Classico, entrambi di Olivini, piccola azienda di qualità. Un Franciacorta, dalle bollicine sottili e profumate, è perfetto per insalata russa, tartine, panettone gastronomico: magari ilFranciacorta Satèn di Bellavista.

Con i ravioli in brodo ci si muove in direzione di una Bonarda dell’Oltrepòcome la Possessione di Vergombera 2018 di Paolo Verdi ( azienda Bruno Verdi); con un ricco risotto si sceglie il Regiù Barbera Oltrepò di Cantine Giorgi. Con la faraona o il cappone, arrosto o ripieni, un vino importante, senz’altro il Buttafuoco ( Oltrepò), dal gusto primordiale: come quello di Andrea Picchioni. Altrettanto adatti il Grumello 2015 di ARPEPE, storico brand valtellinese, e il particolarissimo Pumgranìn, rosato fermo di Cantine Giorgi. Con i formaggi ci si può sbizzarrire, dai moscati ai rossi come La Cruus, Valtellina Superiore di Mamete Prevostini. E sul panettone (ma senza crema), bella possibilità di scelta: il Moscato di Scanzo di Pagnoncelli Folcieri, rarità della provincia di Bergamo, un passito rosso che arriva a 16 gradi. Oppure, una piccola chicca: il Passito fatto in provincia di Milano. ÈAureum Colline del Milanese Igt, prodotto da Banino, da assaporare e scoprire per un gran finale.