Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva 1999 ARPEPE: oltre ogni immaginazione

Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva 1999 ARPEPE: oltre ogni immaginazione

Roberto Giuliani, LaVinium, 19 settembre 2019

Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva 1999

Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva 1999 ARPEPE

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2019


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ARPEPE – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro


Ti dimentichi questo vino in uno stanzino dove non c’è né controllo della temperatura né dell’umidità. Ambiente sicuramente asciutto e poco aerato, dalla sua c’è solo che è rimasto al buio completo, ma i 30 gradi in 6 anni li ha sentiti parecchie volte. Penso: “si può rischiare di rovinare un vino come questo, che già nel 2013 avevo osannato per la sua affascinante bellezza?”, meriterei di rimanere senza vino per il resto della mia vita, non ci sarebbe punizione peggiore ma del resto meritata…
Scopro il tappo e vedo chiaramente un angolo macchiato di vino rappreso, sicuramente è fuoriuscita qualche goccia e mi dico: “te lo sei giocato, razza di idiota!”.
Provo a estrarlo con attenzione, esce senza particolare difficoltà, lo annuso, sa di funghi, quelli veri, non di batteri. Dubbioso ma con un filo di speranza lo verso lentamente nel calice. Il colore è ancora acceso, granato ma senza particolari cedimenti, la speranza che non sia andato cresce.
Dopo averlo fatto respirare qualche minuto accosto il naso e… parbleu!! Non è ossidato, non è deviato, non è spento!
Come è possibile… chiedo alla mia amica Maria Luisa de La Rocca del Gusto di Monterotondo, con la quale sto pranzando, se sono io che sono ormai incapace di cogliere le derive vinose, e lei mi dice “hai ragione! Sta in condizioni ottime, ha un profumo che mi entusiasma!”.
Erano le ore 14, ora sono le 16,45 e il vino sta ancora meglio, l’ossigenazione è una benedizione per lui, un capolavoro che mai avrei immaginato di trovare dopo averlo maltrattato così. Non cede in nulla, ha ancora una viva freschezza e un’ampiezza espressiva fantastica, si sente persino quella nota di arancia che spesso ho ritrovato nei vini di Emanuele e Isabella; ha acquistato una profondità e una lunghezza che non aveva neanche nel 2013, chapeau bas! Sono estasiato… e felice!