Viniplus 2008 - Sassella Stella Retica 2000 (Cremona, 8 marzo 2008)

8 marzo 2008, Cremona,

Menzione Speciale Viniplus 2008 - Valtellina Superiore Sassella Docg Riserva Stella Retica 2000 - Ar.Pe.Pe.

Gran Galà Viniplus 2008

L'eccellenza dei vini Lombardi

Siamo stati a Cremona, in occasione dell'atto finale di VINIPLUS 2008, la manifestazione-concorso-guida che valuta e presenta la migliore produzione vitivinicola Lombarda, secondo l'interpretazione data dal panel di assaggio dei degustatori ufficiali dell' Associazione italiana sommelier di Lombardia.
Manifestazione estremamente articolata, voluta fortemente dal presidente regionale Luca Bandirali e tenutasi nel magnifico Palazzo Trecchi, a pochi passi dal centro storico di Cremona; una location che ci ha lasciato a bocca aperta, e che consigliamo caldamente di visitare, non foss'altro per i meravigliosi soffitti lignei a cassettone.


In testa alla manifestazione l'interessante convegno dal titolo "Vino creativo, vino etico o alla moda? La via percorribile", che ha fornito interessanti spunti di riflessione sul mondo del vino, sul modo di produrlo e infine di valutarlo.
Il convegno è stato moderato dal giornalista e sommelier Alessandro Franceschini che, nell'introduzione al convegno, ha elencato i parametri valutativi dei vini premiati nel concorso e relativa guida Viniplus, che si riassumono in un concetto: il vino deve rispecchiare sia il vitigno che il terroir di provenienza o, come ha chiaramente specificato Luca Bandirali, "... partendo dal nostro principale obiettivo, ovvero quello di valorizzare e premiare i produttori più sensibili a un richiamo etico e qualitativo, siamo giunti a una nuova e fondamentale tappa del progetto Viniplus.
Con la premiazione delle migliori aziende inserite in Guida vogliamo ribadire la nostra intenzione di dare un nuovo senso alla parola qualità: un concetto che tiene conto degli sforzi profusi dai produttori in tutte le dinamiche che intervengono nel cammino di produzione di un vino".

Relatori importanti, fra cui il professor Valenti dell'Università statale di Milano, il professor Fregoni dell'Università cattolica di Piacenza e presidente onorario dell'Oiv; Alberto Ugolini e Giampaolo Braceschi del Centro studi assaggiatori di Brescia; Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio vini Oltrepò Pavese e Henry Milan, vignaiolo in Provenza e appartenente al Gruppo Triple A, uno tra i diversi schieramenti di produttori biologici, biodinamici, di vini veri o naturali (in effetti ormai ce ne sono troppi e questo rischia, a parere nostro, di creare ancor maggior confusione nei consumatori finali e anche negli addetti ai lavori, che spesso si accostano a questa nuova generazione di vini (nuova?????) con un poco di scetticismo.

Nel suo intervento Valenti vuole innanzitutto chiarire i concetti di vitigni autoctoni (ovvero che appartengono da sempre a quel territorio), storici o antichi, concetto che meglio si addice alla moltitudine di vitigni che abbiamo in Italia (si parla di oltre mille, con oltre quattrocento iscritti al catalogo nazionale). Vengono quindi elencati gli aspetti sia positivi che negativi (agronomici, enologici e di marketing) che l'utilizzo di tali vitigni implica; ed esorta a non bruciare questo immenso potenziale tutto italiano, come purtroppo è già avvenuto, o sta avvenendo con il Primitivo ed il Nero d'Avola; sviliti dall'immissione sui mercati, soprattutto esteri, di una moltitudine di vini caratterizzati dal comune denominatore del basso prezzo.

Alberto Ugolini affronta le differenze sostanziali che esistono tra la degustazione e l'analisi organolettica di un vino, mirando alla sempre maggiore oggettività che si cerca di dare alle valutazioni, e mirando, nel caso dell'analisi sensoriale, alla valorizzazione del terroir, che dev'essere autentico e riconoscibile.

Giampaolo Braceschi punta, sempre utilizzando la metodologia dell'analisi sensoriale, ad individuare le variabili che incidono sulle caratteristiche e sul profilo di un vino.

Appassionante e molto applaudito l'intervento di Panont, che sviluppa i quattro argomenti della sua relazione (metanolo, terroir, etica e guide), partendo dalla sua esperienza personale, dapprima in Sicilia ed in seguito in Lombardia (Franciacorta, Valtellina ed attualmente Oltrepò Pavese). Dalla constatazione del disinvolto e spregiudicato uso di determinate sostanze in cantina, nel periodo che ha preceduto questo grave fatto (lo scandalo del metanolo) che ha sostanzialmente cambiato l'enologia italiana, alle innumerevoli sostanze che ancor'oggi possono essere legalmente utilizzate (metanolo). Alle contraddizioni della fine degli anni '80, con da una parte la zonazione dei territori (Sicilia, Oltrepò, Valpolicella) con la valorizzazione di specifiche zone, e nel contempo l'impianto massiccio di varietà internazionali , soprattutto Cabernet Sauvignon (Terroir). Dal prezzo giusto che deve essere riconosciuto ai produttori di vino, mentre il mercato della distribuzione richiede sempre prodotti meno costosi; al concetto di Igt come di libertà d'azione sui mercati (Etica). Ed infine il discorso sulle guide, alle quali negli ultimi tempi il mercato da una parte non sembrerebbe riconoscere l'influenza che avevano una volta, con l'ossimoro da parte dei produttori di volerci comunque essere con un proprio vino (guide).

Henry Milan ha portato l'esperienza di un vignaiolo che ha adottato la filosofia del biodinamico, evidenziando i vantaggi e gli svantaggi che la chimica apporta alla viticoltura e all'agricoltura in genere. Vantaggi produttivi ed al contempo uniformità e globalizzazione dei prodotti e dei gusti. Identifica il terroir come artefice del vino e dichiara che il viticoltore: dev'esse un tutt'uno con il proprio territorio."Occorrono dieci anni per passare da una viticoltura tradizionale ad una rispettosa del territorio (biodinamica), ed occorre inoltre un cambiamento di mentalità da parte dei degustatori nel valutare questi vini". Infine elenca i principi della Triple A: Agricoltura, Artigianalità e Artisti.

Chiude il convegno Fregoni con un'iniziale domanda provocatoria: "Crediamo al terroir?"
"Il terroir è un valore che va studiato e difeso, ma soprattutto occorre crederci. Nel nuovo mondo l'identità di un vino è affidato ad un vitigno o ad una marca commerciale. Con i cambiamenti climatici in corso si andrà alla ricerca di nuovi terroir?Il grande terroir è in effetti quello che annulla la personalità di un vitigno". Ed infine un'ulteriore provocazione: Vogliamo"Libertà dalle regole o libertà nelle regole?".

Alla fine del convegno la premiazione dei vincitori con l'assegnazione dei tradizionali Tastevin (oro, argento e bronzo) ai primi tre vini classificati, e del Premio speciale "Il Sano", attribuito all'Azienda che, a giudizio della commissione, riassume in modo esemplare la filosofia della qualità complessiva.
Ad altre 24 aziende presenti in Guida è stata, infine, assegnata la Menzione speciale, ovvero un particolare riconoscimento conferito ad un prodotto scelto dai sommeliers per rappresentare al meglio la produzione generale dell'azienda medesima.