Sassella Rocce Rosse

Quando sei costretto tuo malgrado a farti da parte per limitare i danni, cerchi almeno di portare con te la speranza di vedere un giorno i tuoi sogni realizzati. Quando poi trovi la forza per rimetterti in piedi, guardi i traguardi lontani avvicinarsi: il giusto tempo di attesa è quello che ti separa dal raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

Arturo lo ricordiamo così, quando testardamente decise di creare nel cuore della Sassella la sua Riserva. Rimise a nuovo il vigneto a 400 metri di quota, avuto in eredità dal padre, e decise di produrre un vino che si poteva fare solo con il Nebbiolo delle Alpi, che chiamavamo semplicemente Chiavennasca a quei tempi. Era il 1984.

Dopo 6 anni decise che era il momento di trovargli un nome e con la complicità di sua moglie Giovanna lo chiamarono Rocce Rosse. “Rosse”, come la passione che lo aveva animato nella ricerca di quel sapore sanguigno e ferroso della terra dei suoi avi, un’impronta indelebile nella memoria, che i bagliori della modernità non riuscirono minimamente a confondere.
E così, in un bicchiere di Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse DOCG puoi sentire il gusto di una radice che ha la forza di sfidare il granito con la sua armatura elegante e mai spocchiosa, con il sussurrare della breva che dal Lago di Como rinfresca la valle.

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