Sassella Ultimi Raggi

Non fare lo Sforzato di Valtellina suona un po’ strano a tutti gli appassionati dei rossi di questa terra, ma per essere coerenti con la propria visione a volte vale la pena apparire “strani”.

Come lo sforzato, questo vino gioca sulla surmaturazione delle uve. La partita però, non termina in fruttaio bensì in vigna, a una quota altimetrica che raggiunge i 600 metri, limite della parte alta della Sassella, zona chiamata “Ere”. Il giusto tempo di attesa per raggiungere la corretta maturazione fenolica dei grappoli è di qualche settimana in più rispetto alle vigne situate a quote inferiori. Gli sbalzi termici tra il giorno e la notte nel periodo vendemmiale irrobustiscono le bucce e concentrano gli zuccheri. Il frutto si disidrata lentamente al vento, ancora attaccato alla pianta che si prepara al letargo invernale. Appena prima della neve, tra la metà e la fine di novembre, viene colto, pigiato in maniera soffice e ammostato nel tino. Alla svinatura è completamente secco e le acidità rimangono ben in evidenza. La surmaturazione mitiga il tannino nervoso del Valtellina Superiore Sassella Riserva Ultimi Raggi DOCG e l’affinamento in botte grande ne leviga la trama fitta.
La dolcezza della frutta matura la ritrovi così nel profumo, senza stucchevoli morbidezze al palato.

Dopo il riposo in bottiglia, Ultimi Raggi diventa il vino a maggiore contenuto alcolico della nostra produzione, conservando comunque la freschezza e la beva del Nebbiolo delle Alpi.

SCHEDE VINO PER ANNATA

Scarica la scheda vino dell’annata che ti interessa o il file ZIP che le contiene tutti